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	<title>Il Blog di Danila Tarantino &#187; Curiosità</title>
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	<description>Appunti sparsi di un&#039;aspirante giornalista</description>
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		<title>Silvio Berlusconi è il politico più ricco d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Pubblicato anche su My Luxury) Con oltre otto milioni in più rispetto al 2008, Silvio Berlusconi rimane il politico più ricco in Italia, con un reddito di 23.057.981 euro, anche se nella lista degli uomini più ricchi del mondo occupa il 74° posto, perdendo ben quattro posizioni rispetto l’anno precedente: comunque sia rimane il terzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.gliscomunicati.com/public/Emilia/silvio_berlusconi_10.jpg" alt="" width="272" height="256" />(Pubblicato anche su <a href="http://www.myluxury.it/articolo/silvio-berlusconi-il-politico-piu-ricco-d-italia/14891/" target="_blank">My Luxury</a>) Con oltre otto milioni in più rispetto al 2008, <strong>Silvio Berlusconi</strong> rimane il politico più ricco in Italia, con un reddito di 23.057.981 euro, anche se nella lista degli uomini più ricchi del mondo occupa il 74° posto, perdendo ben quattro posizioni rispetto l’anno precedente: comunque sia rimane il terzo Paperone d’Italia dopo Michele Ferrero e Leonardo del Vecchio. Molto consistente l’elenco dei beni di proprietà del nostro Presidente del Consiglio, che ha arricchito il suo patrimonio immobiliare con l’acquisto di un immobile nel comune di Lesa, alla fine del 2008, mentre ab di recente ha acquistato un terreno ad Antigua dove aveva già fatto costruire un immobile. Insomma il nostro Presidente pare che coltivi il seme del mattone.</p>
<p><br/></p>
<p>Ma, in effetti, le sue proprietà non si limitano soltanto agli immobili, ma anche ad una sfilza di auto e imbarcazioni e vari altri possedimenti che di certo,  hanno contribuito a farne l’uomo politico più ricco d’Italia. Ma non stanno tanto male i colleghi che lo seguono nella classifica, non spetta a loro fare la fame, pensate un po’ che il politico più povero con un reddito di 39.672 euro è Tremonti.<span id="more-455"></span></p>
<p><br/></p>
<p>In buona posizione anche l’antagonista per eccellenza di Silvio Berlusconi,<strong> Antonio Di Pietro</strong>, che non sta certo tanto peggio con 193.211 euro, segue al terzo posto Umberto Bossi con 156.405 euro. In coda anche Pier Luigi Bersani con un reddito 150.450 euro. Poveri cari, che brutto mestiere. Probabilmente il più povero tra i grandi è Pier Ferdinando Casini con 123.005 euro dichiarati ma in perdita rispetto l’anno precedente.</p>
<p><br/></p>
<p>Non se la passano male neppure <strong>Gianfranco Fini</strong>, con 142.243 euro e Renato Schifani, con 190.643 euro. E’ evidente che le “poltrone” politiche pagano bene, eccome! La lista è decisamente lunga, ma se pensate che il più povero ha dichiarato un reddito di 39.672 euro, non dobbiamo certo preoccuparci per gli altri.</p>
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		<title>Rubavano gioielli per regalarsi qualche lusso</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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(Pubblicato anche su My Luxury) La paghetta di mamma e papà non basta alle nuove generazioni di giovani che hanno delle esigenze non troppo modeste e che pur di comprare il cellulare di ultima generazione, o la borsa griffata esposta nella  vetrina di Louis Vuitton, sarebbero disposte a qualsiasi compromesso: e così rubano i gioielli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.myluxury.it/img/un-gioco-di-ragazze.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p>(Pubblicato anche su <a href="http://www.myluxury.it/articolo/rubavano-gioielli-per-acquistare-beni-di-lusso/15269/">My Luxury</a>) La paghetta di mamma e papà non basta alle nuove generazioni di giovani che hanno delle esigenze non troppo modeste e che pur di comprare il cellulare di ultima generazione, o la borsa griffata esposta nella  vetrina di Louis Vuitton, sarebbero disposte a qualsiasi compromesso: e così rubano i <strong>gioielli</strong> dal cassetto della mamma per rivenderli e recuperare un po’ di denaro che gli consenta di godersi gli stessi privilegi delle ricche signore. Abiti, scarpe, accessori, tecnologia, questi i beni più gettonati da questi giovani che non potrebbero certo permettersi questi privilegi con la sola paghetta settimanale e così “prendono in prestito” i gioielli di casa.</p>
<p><span id="more-440"></span><br />
</p>
<p>Protagoniste della beffa cinque ragazzine di Vicenza che appartengono a delle famiglie per così dire benestanti: le ragazze, tutte di età tra i 14 e i 17 anni, rubavano i gioielli da casa e li rivendevano facendosi pagare in contanti, e via diretti presso le migliori boutique a fare spese.<br />
<br/></p>
<p>Come potrete immaginare le ragazzine non sono state denunciate, chi mai denuncerebbe i propri figli? A scoprire la banda gli agenti, che dopo aver fatto d indagini a seguito dell’esposto di una mamma, hanno beccato una delle ragazze con un paio di orecchini che negli anni settanta erano stati acquistati dalla famiglia per 35 milioni di lire. Insomma un modo facile per concedersi certi lussi proibiti, giustificandoli ai genitori sospettosi come regali del moroso.</p>
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		<title>Forbes, ecco la classifica dei più ricchi del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 09:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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(Pubblicato anche su My Luxury) E’ l’uomo più ricco d’Italia e l’unico ad essere incluso tra le 50 persone più ricche del mondo secondo la lista della rivista Forbes: lui è Michele Ferrero, e come avrete capito, si tratta del re della quarta industria dolciaria del mondo, che vanta un matrimonio di 17 miliardi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.myluxury.it/img/michele-ferrero.JPG" alt="" width="406" height="271" /></p>
<p>(Pubblicato anche su <a href="http://www.myluxury.it/articolo/forbes-la-classifica-2010-dei-piu-ricchi-del-mondo/14625/" target="_blank">My Luxury</a>) E’ l’uomo più ricco d’Italia e l’unico ad essere incluso tra le 50 persone più ricche del mondo secondo la lista della rivista Forbes: lui è <strong>Michele Ferrero</strong>, e come avrete capito, si tratta del re della quarta industria dolciaria del mondo, che vanta un matrimonio di 17 miliardi di dollari, dettaglio che lo classifica in 28° posizione tra i più ricchi del pianeta. Lascia terreno <strong>Bill Gates</strong>, che perde il primato a favore del magnate messicano Carlos Slim, anche se in generale,  nonostante la recessione economica, Forbes ci rassicura sulla situazione dichiarando che la ricchezza dei miliardari è cresciuta del 50%. In teoria dovremmo quindi essere tutti un po’ più ricchi dello scorso anno, anche se per la gente comune sarebbe  più appropriato dire “meno poveri”.<br />
<span id="more-411"></span><br />
<br />
Bill Gates sarà certo il fondatore della Microsoft,  ma <strong>Carlos Slim</strong>, che possiede televisioni e diverse società telefoniche, è passato nel giro di un anno da 35 a 53,5 miliardi di dollari: evidentemente gli affari sono andati talmente bene da permettergli di scalare la classifica dal terzo al primo posto. Così Bill Gates, per la seconda volta dal 1995, perde il primato a causa di solo mezzo miliardo di differenza dal primo classificato, e contro i 40 miliardi che lo scorso anno gli avevo comunque permesso di aggiudicarsi il titolo di uomo più ricco del mondo. Scende al terzo posto, con 47 miliardi, l’altro grande magnate <strong>Warren Buffett</strong>, che lo scorso anno occupava il secondo posto con 37 miliardi di dollari.<br />
<br />
Nelle prime cinque posizioni troviamo anche due indiani<strong>: Mukesh Ambani</strong>, la cui fortuna ammonta a 29 miliardi guadagnati nel settore petrolchimico e petrolifero, e il magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal, con 28,7 miliardi. Il più giovane in classifica è, anche se molto in basso, con 4 miliardi di dollari <strong>Mark Zuckerberg</strong>, l’inventore di Facebook, mentre il più vecchio, con 3,3 miliardi di dollari è invece Walter Haefner che ha ben 99 anni.<br />
<br />
Per quanto riguarda l’<strong>Italia</strong>, sono complessivamente 13 gli italiani inclusi da Forbes nella classifica dei più ricchi del pianeta, tra cui Leonardo del Vecchio, in 59° posizione con 10,5 miliardi di dollari e<strong> Silvio Berlusconi</strong>, in 74° posizione, ma terzo in Italia, con un patrimonio di 9 miliardi di dollari, e ai quali seguono Giorgio Armani, 144° in classifica con 5,3 miliardi e il fondatore di Geox, Mario Moretti Polegato, 400° con un patrimonio di 2,4 miliardi. A seguire in classifica a pari merito i membri della famiglia Benetton con un patrimonio personale di 2,1 miliardi di dollari ciascuno, Ennio Doris, fondatore di Banca Mediolanum con 1,9 miliardi in classifica 536°, e ancora Stefano Pessina 721° con 1,4 miliardi e Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb, che con un patrimonio di un miliardo si posiziona al 937° posto.<br />
<br />
Tornando all’andamento generale della classifica, possiamo sicuramente dire che il numero dei<strong> miliardari</strong> si è molto incrementato: se ne contano 1.011 contro i 793 dello scorso anno, e dei 97 che hanno fatto il loro debutto nella lista 62 provengono dall’Asia, ma ovviamente ce lo aspettavamo. Per quanto riguarda invece le città di residenza, la <a href="http://www.danilatarantino.it/2010/06/03/new-york-al-primo-posto-delle-citta-piu-costose-degli-states/#more-404" target="_blank">maggior parte di loro vive nella bellissima New York</a>, al quale seguono in ordine Mosca e Londra.<br />
<br />
<em>Foto tratta da Myluxury.it</em></p>
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		<title>New York al primo posto delle città più costose degli States</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 09:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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(Pubblicato anche su My Luxury) Nonostante io abbia lasciato il lavoro da appena due mesi, ammetto che tra le varie difficoltà e “adattamenti” che ciò ha comportato, mi sono anche imbattuta nella nostalgia: il lavoro mi piaceva, ma sono stata costretta un po’ da motivazioni personali, un po’ a causa di circostanze abiette, a fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.myluxury.it/img/times-square-new-york.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p>(Pubblicato anche su <a href="http://www.myluxury.it/articolo/e-new-york-la-citta-piu-costosa-degli-states/15211/" target="_blank">My Luxury)</a> Nonostante io abbia lasciato il lavoro da appena due mesi, ammetto che tra le varie difficoltà e “adattamenti” che ciò ha comportato, mi sono anche imbattuta nella nostalgia: il lavoro mi piaceva, ma sono stata costretta un po’ da motivazioni personali, un po’ a causa di circostanze abiette, a fare  una scelta in linea di principio giusta anche se non la  più desiderabile. La mia avventura presso la redazione di Nanopress/Tuttogratis è stata sinceramente piacevole, scrivere di ciò che piace non ha prezzo, ve lo garantisco. Colgo quindi l’occasione per proporre su questo<strong> blog </strong>alcuni dei <a href="http://www.danilatarantino.it/category/articoli/" target="_blank">pezzi che ho scritto con piacere</a> e che hanno stimolato in me interessi e curiosità quasi del tutto nuove.<br />
<span id="more-404"></span><br />
Tutti sappiamo  che in generale il costo della vita nel corso degli ultimi anni è decisamente cresciuto. Più volte ci siamo occupati di stilare una classifica delle città più costose al mondo, ma questa volta vogliamo proporvi una lista delle città più belle e inaccessibili degli Stati Uniti, e come potrete immaginare al primo posto troviamo la bellissima<strong> New York, </strong>che è a quanto pare  il luogo in cui il costo della vita è decisamente maggiore, non a caso la città occupa anche l’ottavo posto nella lista delle più costose al mondo. Vi basti sapere ad esempio che l’affitto mensile medio per un appartamento nella “grande mela” è pari a 2.800 dollari, e se siete mamme  che lavorano vi occorreranno circa 2.000 dollari mensili per lasciare i vostri bambini a casa con la babysitter.<br />
Al secondo posto troviamo la “terrà delle celebrità”, <strong>Los Angeles</strong>, che occupa invece la 23° posizione nella lista delle città più onerose del mondo, e che si caratterizza tra l’altro per l’alto tasso di disoccupazione e per i costi delle case che non sono poi così differenti da quelli di New York. Se aggiungiamo inquinamento, smog e terremoti, ciò che la città offre non è poi così stimolante, anche se rimane comunque un covo di celebrità.<br />
<br />
Al quinto posto della classifica di<strong> Forbes</strong> troviamo una delle destinazioni più gettonate per le vacanze, Honolulu,<strong> Hawaii</strong>, che occupa invece il 41° posto tra le città più costose del mondo intero. Un vero e proprio paradiso non a buon mercato, probabilmente perché le Hawaii, a causa della loro posizione geografica,  hanno necessità di  importare quasi ogni cosa, dalle automobili ai materiali di costruzione, e ai beni di prima necessità.  Vi basti sapere che un affitto di locazione oscilla tra i 1.800 e i 2.000 dollari mensili.<br />
<br />
Al sesto posto invece <strong>Miami</strong>, in Florida, in cui vivono molte celebrità del mondo della musica. Nonostante di recente i prezzi delle case siano notevolmente scesi, Miami rimane comunque un luogo inaccessibile a causa dei costi dei beni di prima necessità: i prezzi dei servizi pubblici e generi alimentari sono ancora alle stelle.<br />
<br />
La lista menziona anche <strong>Aspen</strong>, che nel 2009 era in cima alla classifica delle case più costose, e Juneau, Alaska, che nonostante sia una piccola città ha dei prezzi improponibili: il problema in questo caso, come in quello della Hawaii, è dovuto al fatto che la città è costretta ad importare ogni bene di prima necessità. Molto alte tra l’altro anche le spese sanitarie e per gli alloggi.<br />
<br />
<em>Foto tratta da Myluxury.it</em></p>
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		<title>Shopping, per alcuni diventa una dipendenza patologica</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 00:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danila Tarantino</dc:creator>
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Un altro interessante articolo sullo shopping, pubblicato un paio di giorni fa, mette in risalto il lato più estremo, e oserei dire più malato, dello sport più amato dalle donne. Può certamente aiutare a perdere peso ma può anche trasformarsi in una vera e propria dipendenza dal quale non è semplice guarire. Cito per intero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://psicologoinfamiglia.myblog.it/media/02/01/743920218.jpg" class="alignnone" width="400" height="300" /><br />
Un altro interessante articolo sullo <strong>shopping</strong>, pubblicato un paio di giorni fa, mette in risalto il lato più estremo, e oserei dire più malato, dello sport più amato dalle donne. Può certamente aiutare a perdere peso ma può anche trasformarsi in una vera e propria dipendenza dal quale non è semplice guarire. Cito per intero l’articolo.</p>
<p><span id="more-235"></span></p>
<blockquote><p>Arezzo, 14 gennaio 2010 &#8211; Una febbre, un’ossessione, una vera e propria malattia. Non riesci a resistere a un nuovo paio di scarpe, anche se l’armadio è già strapieno? Hai cassetti pieni di vestiti che non hai mai messo? Il bisogno di fare acquisti frequenti di oggetti spesso inutili e che superano le proprie capacità finanziarie è il primo sintomo di una nuova dipendenza che sta facendo sempre più vittime: lo <strong>shopping compulsivo</strong>. Quello che può sembrare soltanto uno sfizio, una passione, un piacere può diventare davvero una cosa seria, da psicoterapia, anche se si fa fatica a crederci.</p>
<p>Libri e film come &#8220;I love shopping&#8221; fanno apparire la dipendenza da spese come una &#8220;follia accettabile&#8221; per stare al passo con le tendenze del momento. E invece la realtà è ben più complessa, tanto che sono oltre 200 le persone, in stragrande maggioranza donne, che negli ultimi due anni si sono rivolti al Centro di terapia strategica di<strong> Arezzo</strong> per risolvere il loro problema con le spese fuori controllo. Sono quasi duemila quelli in cura in tutta la Toscana.</p>
<p>Un’indagine nazionale dice che circa il 10% della popolazione italiana soffrirebbe della nuova sindrome e che il 90% è costituito da donne. Internet e le <strong>carte di credito</strong> sono fattori che favoriscono la dipendenza perché rendono meno controllabile, più &#8220;indolore&#8221;, la spesa. Anche dalle nostre parti ci sono storie che fanno venire i brividi: come quella della moglie di un direttore di banca che è arrivata a spendere 80 mila euro in un mese.</p>
<p>&#8220;<em>Quando abbiamo iniziato il percorso di cura, la donna non riteneva di essere malata — racconta Maria Cristina Nardone, direttore generale del Centro cittadino che applica la terapia breve — eppure il desiderio di comprare per lei era diventato ormai irrefrenabile tanto che, di nascosto dal marito e lontano dallo sguardo del figlio, si alzava di notte per soddisfare il suo piacere, sfilando la carta di credito dal portafoglio del coniuge. È stata in terapia per cinque mesi e alla fine abbiamo vinto: è stata determinante la collaborazione della famiglia. Abbiamo infatti concordato il controllo del denaro a sua disposizione e l’abbiamo obbligata a spendere cinque euro, ogni giorno poi siamo passati alla fase in cui poteva non spendere il budget giornaliero, ma metterlo da parte per poi acquistare qualcosa di utile per la famiglia. Così è riuscita a disintossicarsi</em>&#8220;.</p>
<p>Se per la tossicodipendenza o l’alcolismo si parla di dipendenza chimica, in questo caso invece non si tratta di un condizionamento dovuto a sostanze: &#8220;<em>Lo shopping compulsivo è un <strong>disturbo ossessivo</strong> basato sul piacere — spiega Nardone — poi però l’impulso di acquistare finisce col prendere pieno controllo della persona e spende senza limiti. Alla base di tutto c’è un basso livello di autostima che si tenta di compensare con il valore degli oggetti acquistati. Ad esserne colpiti sono per lo più donne che, con l’acquisto, cercano di compensare altri tipi di carenze: la paura di apparire poco desiderabili, per esempio</em>&#8220;.</p></blockquote>
<p><strong>Fonte</strong> <a href="http://lanazione.ilsole24ore.com/cronaca/2010/01/14/280556-speso_80mila.shtml">La Nazione</a></p>
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		<title>Shopping, ognuno si scelga lo sport che preferisce</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 08:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danila Tarantino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cito per intero un articolo molto interessante che è stato pubblicato ieri su Libero. Lo Shopping è piacevole, rilassante e utile per tenersi in forma, lo dimostra uno studio.

Oltre a essere &#8220;bruciasoldi&#8221; lo shopping è anche &#8220;bruciagrassi&#8221;. A segnalarlo è uno studio commissionato da una catena di negozi britannica a gruppo di ricercatori. Le amanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.libero-news.it/resizer.jsp?img=upload/cut1263560053679.jpg&#038;w=475&#038;h=280&#038;maximize=true" class="alignnone" width="430" height="235" /><br />
Cito per intero un articolo molto interessante che è stato pubblicato ieri su <a href="http://www.libero-news.it/news/328318/Lo_shopping_brucia_i_grassi.html">Libero</a>. Lo Shopping è piacevole, rilassante e utile per tenersi in forma, lo dimostra uno studio.<br />
<span id="more-219"></span></p>
<blockquote><p>Oltre a essere &#8220;bruciasoldi&#8221; lo <strong>shopping </strong>è anche &#8220;bruciagrassi&#8221;. A segnalarlo è uno studio commissionato da una catena di negozi britannica a gruppo di ricercatori. Le amanti dello spese pazze da oggi avranno una scusa in più per i loro acquisti, insieme a quella dello shopping come antidepressivo. Potranno andare in giro per negozi con una nuova consapevolezza: impegnarsi nella ricerca di vestiti, scarpe e borse consente di bruciare 48mila calorie in un anno. Quasi un mese di scorpacciate smaltite nell’&#8221;impresa&#8221;di rinnovare il guardaroba. Lo stesso risultato che si otterrebbe percorrendo a passo svelto 248 chilometri (una passeggiata da Roma a Firenze).</p>
<p>Ogni giorno di shopping – bastano tre ore – fa bruciare almeno 385<strong> calorie </strong>extra. Quindi più ci si impegna e meglio è per la linea. Lo sforzo fisico è provato dalle testimonianze dei duemila intervistati: tutti ammettono di sentirsi esausti, spossati e sfiniti dopo una giornata trascorsa a girovagare per negozi, più che in seguito a un allenamento in palestra.</p>
<p>Ma la fatica è ricompensata dalla buona forma fisica: i medici consigliano 10mila passi al giorno per mantenersi in forma, le amanti dello shopping ne fanno 7.305, ovvero quasi tre quarti. Non a caso 9 donne su 10 dichiarano di indossare scarpe da ginnastica per affrontare lo sforzo e le più tenaci saltano addirittura il pranzo, rinunciando a ogni tipo di pausa e sosta. </p></blockquote>
<p><strong>Fonte</strong> <a href="http://www.libero-news.it/news/328318/Lo_shopping_brucia_i_grassi.html">Libero</a></p>
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		<title>Anche morire è diventato un lusso</title>
		<link>http://www.danilatarantino.it/2009/11/08/morire-diventa-una-questione-di-lusso/</link>
		<comments>http://www.danilatarantino.it/2009/11/08/morire-diventa-una-questione-di-lusso/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 20:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danila Tarantino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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(Pubblicato anche su MyLuxury )Morire in Italia sta diventando una vera e propria questione di lusso, e non sto parlando di funerali sfarzosi o di bare rifinite in oro 18 carati, ma dei comuni funerali: Codacons torna ad analizzare il fenomeno del “caro estinto” in Italia.

Un settore d’affari in cui, nonostante la crisi, non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.myluxury.it/wp-galleryo/funerali-di-lusso/bara.michael-jackson.jpg" alt="" /></p>
<p>(Pubblicato anche su <a href="http://www.myluxury.it/articolo/anche-morire-diventa-una-questione-di-lusso/10877/">MyLuxury</a> )Morire in Italia sta diventando una vera e propria questione di lusso, e non sto parlando di funerali sfarzosi o di<strong> bare</strong> rifinite in oro 18 carati, ma dei comuni funerali: <strong>Codacons</strong> torna ad analizzare il fenomeno del “caro estinto” in Italia.<br />
<span id="more-108"></span><br />
Un settore d’affari in cui, nonostante la crisi, non è stato registrato alcun calo.</p>
<blockquote>
<p>Purtroppo alla morte nessuno può scampare &#8211; sottolinea il Codacons &#8211; Come nemmeno alle tariffe per i servizi funebri praticate dalle varie agenzie.</p></blockquote>
<p>E’ pari a <strong>3,5 miliardi di euro</strong> annui il giro d’affari delle onoranze funebri: il prezzo medio di un funerale può oscillare tra i 2.000 e i 4.000 euro, ma con qualche accorgimento in più si può arrivare anche a 10.000.</p>
<blockquote><p>Il business dei funerali in Italia si aggira attorno a 3,5 miliardi di euro all’anno &#8211; spiega il Codacons &#8211; Si tratta però di una vera e propria giungla, caratterizzata da una diversificazione enorme di servizi, accessori e tariffe, e prezzi molto diversi da città a città. Mediamente il costo di un funerale, esclusi loculi e servizi cimiteriali, varia in media dai 1.900 ai 4.000 euro, a seconda della zona di residenza e dei servizi scelti &#8211; prosegue la nota &#8211; Nel dettaglio: per i servizi vari (trasporto in carro funebre, documenti per sepoltura, composizione salma, chiusura e sigillatura del feretro, ecc.) si spende dagli 800 ai 1.200 euro, per una bara compresa di accessori dai 500 ai 1.500 euro, per le corone di fiori dai 100 ai 200 euro, per un cuscino dai 70 ai 250 euro. per i fiori per il feretro dai 100 ai 200 euro, per le partecipazioni dai 50 ai 100 euro, per gli avvisi mortuari dai 200 ai 400 euro, per il sacerdote officiante dai 50 ai 150 euro.</p></blockquote>
<p>Ma c’è comunque chi preferisce andare al risparmio facendo organizzare il funerale dai servizi cimiteriali, o chi sceglie di spendere una cifra al di sopra dei 10.000 euro se si opta per bare e servizi di extra-lusso. Finiture in<strong> oro</strong>, carro funebre con cavalli, pranzo o cena per i parenti, insomma neppure si trattasse di un matrimonio o una ricorrenza piacevole.</p>
<p>Via |<a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/italia/2009/10/31/AMGWp23C-funerale_diventato_diecimila.shtml"> Il Secolo XIX</a></p>
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		<title>Una penna di lusso per commemorare Gandhi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danila Tarantino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Gandhi]]></category>

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Ancora due parole su Gandhi e a proposito, annche in questo caso, di sfruttamento commerciale.  Questa volta si tratta di Montblanc, poco abile a dire il vero nell’intento di spacciare  la speculazione con la commemorazione.
Forse non lo sapete, ma in  onore del grande Mahatma, Montblanc, che negli ultimi tempi ha promosso sul mercato varie edizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.myluxury.it/wp-galleryo/montblanc-penna-gandhi/montblanc-mahatma-gandhi.jpg" alt="" /></p>
<p>Ancora due parole su <strong>Gandhi</strong> e a proposito, annche in questo caso, di sfruttamento commerciale.  Questa volta si tratta di <a href="http://www.myluxury.it/articolo/montblanc-una-penna-per-commemorare-gandhi/10365/" target="_blank">Montblanc,</a> poco abile a dire il vero nell’intento di spacciare  la speculazione con la commemorazione.</p>
<p><span id="more-59"></span>Forse non lo sapete, ma in  onore del grande Mahatma, <strong>Montblanc</strong>, che negli ultimi tempi ha promosso sul mercato varie edizioni limitate per gli amanti della scrittura alla vecchia maniera, ha lanciato, in occasione dell’anniversario della nascita di Gandhi,  una penna prodotta in serie limitata.</p>
<p>Un’idea molto esclusiva, dedicata probabilmente a quei grandi <strong>collezionisti </strong>che potrebbero anche spendere 25.000 dollari per una penna  rifinita in oro. Non credo che lo scopo sia quello di venderla a coloro che hanno apprezzato realmente le piccole grandi svolte di cui il Mahatma Gandhi è stato promotore, perché questo cozzerebbe innanzitutto con la sua filosofia di vita.</p>
<p>Come si può essere così ottusi e promuovere una penna del genere per commemorare le gesta di un uomo fondamentalmente umile, che ha deciso di vivere con poco, incoraggiando la filosofia del bene e della libertà  su un piano al di sopra delle cose contingenti e materiali? Ma almeno imbrogliate con più stile!</p>
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rity="19" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Subtle Emphasis" /> <w:LsdException Locked="false" Priority="21" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Intense Emphasis" /> <w:LsdException Locked="false" Priority="31" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Subtle Reference" /> <w:LsdException Locked="false" Priority="32" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Intense Reference" /> <w:LsdException Locked="false" Priority="33" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Book Title" /> <w:LsdException Locked="false" Priority="37" Name="Bibliography" /> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" QFormat="true" Name="TOC Heading" /> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Cambria Math"; 	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; 	mso-font-charset:1; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-format:other; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:0 0 0 0 0 0;} @font-face 	{font-family:Calibri; 	panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	margin-top:0cm; 	margin-right:0cm; 	margin-bottom:10.0pt; 	margin-left:0cm; 	line-height:115%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-theme-font:minor-latin; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-fareast-language:EN-US;} .MsoChpDefault 	{mso-style-type:export-only; 	mso-default-props:yes; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-theme-font:minor-latin; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-fareast-language:EN-US;} .MsoPapDefault 	{mso-style-type:export-only; 	margin-bottom:10.0pt; 	line-height:115%;} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin-top:0cm; 	mso-para-margin-right:0cm; 	mso-para-margin-bottom:10.0pt; 	mso-para-margin-left:0cm; 	line-height:115%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin;} --> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Ancora due parole su Gandhi e a proposito, ancora una volta, di sfruttamento commerciale.<span> </span>Questa volta si tratta di Montblanc, poco abile a dire il vero nell’intento di spacciare<span> </span>la speculazione con la commemorazione.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span> </span>Forse non lo sapete, ma in<span> </span>onore del grande <strong><span style="font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Mahatma, Montblanc, che negli ultimi tempi ha promosso sul mercato varie edizioni limitate per gli amanti della scrittura alla vecchia maniera, ha lanciato ultimamente, in occasione dell’anniversario della nascita di Gandhi, <span> </span>una penna prodotta in serie limitata.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Un’idea molto esclusiva, dedicata probabilmente a quei grandi collezionisti che potrebbero anche spendere 25.000 dollari per una penna <span> </span>rifinita in oro. Non credo che lo scopo sia quello di venderla a coloro che hanno apprezzato realmente le piccole grandi svolte di cui il Mahatma </span></strong>Gandhi è stato promotore, perché questo cozzerebbe innanzitutto con la sua filosofia di vita.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Come si può essere così ottusi e promuovere una penna del genere per commemorare le gesta di un uomo fondamentalmente umile, che ha deciso di vivere con poco, incoraggiando la filosofia del bene e della libertà<span> </span>su un piano al di sopra delle cose contingenti e materiali? Ma almeno imbrogliate con più stile!</p>
</div>
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