Una penna di lusso per commemorare Gandhi

Ancora due parole su Gandhi e a proposito, annche in questo caso, di sfruttamento commerciale. Questa volta si tratta di Montblanc, poco abile a dire il vero nell’intento di spacciare la speculazione con la commemorazione.
Forse non lo sapete, ma in onore del grande Mahatma, Montblanc, che negli ultimi tempi ha promosso sul mercato varie edizioni limitate per gli amanti della scrittura alla vecchia maniera, ha lanciato, in occasione dell’anniversario della nascita di Gandhi, una penna prodotta in serie limitata.
Un’idea molto esclusiva, dedicata probabilmente a quei grandi collezionisti che potrebbero anche spendere 25.000 dollari per una penna rifinita in oro. Non credo che lo scopo sia quello di venderla a coloro che hanno apprezzato realmente le piccole grandi svolte di cui il Mahatma Gandhi è stato promotore, perché questo cozzerebbe innanzitutto con la sua filosofia di vita.
Come si può essere così ottusi e promuovere una penna del genere per commemorare le gesta di un uomo fondamentalmente umile, che ha deciso di vivere con poco, incoraggiando la filosofia del bene e della libertà su un piano al di sopra delle cose contingenti e materiali? Ma almeno imbrogliate con più stile!
Ancora due parole su Gandhi e a proposito, ancora una volta, di sfruttamento commerciale. Questa volta si tratta di Montblanc, poco abile a dire il vero nell’intento di spacciare la speculazione con la commemorazione.
Forse non lo sapete, ma in onore del grande Mahatma, Montblanc, che negli ultimi tempi ha promosso sul mercato varie edizioni limitate per gli amanti della scrittura alla vecchia maniera, ha lanciato ultimamente, in occasione dell’anniversario della nascita di Gandhi, una penna prodotta in serie limitata.
Un’idea molto esclusiva, dedicata probabilmente a quei grandi collezionisti che potrebbero anche spendere 25.000 dollari per una penna rifinita in oro. Non credo che lo scopo sia quello di venderla a coloro che hanno apprezzato realmente le piccole grandi svolte di cui il Mahatma Gandhi è stato promotore, perché questo cozzerebbe innanzitutto con la sua filosofia di vita.
Come si può essere così ottusi e promuovere una penna del genere per commemorare le gesta di un uomo fondamentalmente umile, che ha deciso di vivere con poco, incoraggiando la filosofia del bene e della libertà su un piano al di sopra delle cose contingenti e materiali? Ma almeno imbrogliate con più stile!






